Terza età: i rimedi per chi dorme male

Dopo i 65 anni riuscire a dormire bene diventa sempre più difficile, 3 anziani su 4 dormono male, spesso ci si sveglia di notte e si fa fatica a riaddormentarsi, riducendo in maniera importante la qualità del sonno. C’è chi si alza per andare in bagno, chi si rigira in continuazione nel letto, chi fa brutti sogni o cattivi pensieri, ecc.

Questo è quanto emerge dall’ultimo congresso della SIGG – Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, gli esperti hanno anche messo in evidenza le differenze di genere, nell’uomo prevalgono problemi legati alla prostata e alle vie urinarie mentre nelle donne prevalgono ansia e depressione e patologie reumatiche, artrite e artrosi, che provocano dolore.

Inoltre nell’anziano oltre alle patologie reumatiche sono spesso presenti patologia a carico dell’apparato respiratorio come bronchite cronica, enfisema o asma, apnee ostruttive notturne, sindrome delle gambe senza riposo, disturbi del comportamento.

Un sonno di scarsa qualità pregiudica lo stato di salute e la qualità di vita dell’anziano, provocando sonnolenza diurna, umore depressivo, riduzione della memoria e difficolta a concentrarsi, per arrivare anche a rischio di cadute e conseguenti fratture.

Ecco quindi alcune semplici raccomandazioni che possono aiutare un sonno ristoratore:

– Spegnere o mettere lo smartphone o il tablet in modalità aereo;

– Evitare di accendere le luci;

– Evitare di rigirarsi nel letto, meglio alzarsi, cambiare stanza, leggere due pagine di un libro o ascoltare musica e poi ritornare a letto;

– Se si vive in una zona rumorosa i tappi per le orecchie possono essere di aiuto;

– Impostare la giusta temperatura della stanza;

– Fare un bagno caldo;

– Preparare una camomilla o una tisana prima di andare a letto;

– Evitare drink dopo cena;

– Smettere di fumare.

Per concludere, se si dorme male e non ci sono comunque cause esterne che disturbano il sonno potrebbe essere utile sottoporsi ad una polisonnografia per valutare il proprio sonno.